Un ricordo di Jenni per Luciano e per tutti i sostenitori!

A LUCIANO RONCAROLO E A TUTTI I CUORI CHE HANNO COSTRUITO LA DIVINA PROVVIDENZA

Ci sono ricordi che il tempo non può cancellare, perché non sono scritti soltanto nei documenti o sui muri di un’istituzione. Sono scritti nella vita delle persone e, soprattutto, nel cuore di coloro che hanno ricevuto amore.

Oggi desideriamo ricordare con profonda gratitudine un uomo italiano, il signor Luciano Roncarolo, che ebbe l’iniziativa e la generosità di dare vita a una meravigliosa catena di volontari italiani, uniti da un unico sogno: la Divina Provvidenza.

Grazie a Luciano abbiamo avuto la fortuna di conoscere cuori lontani, ma straordinariamente vicini a noi, ai nostri bambini, alle nostre famiglie e alle nostre istituzioni di Quillabamba, in Perù.

Dall’Italia, quegli uomini e quelle donne iniziarono a tendere un ponte d’amore verso questa terra.

E lo hanno fatto in modo semplice, silenzioso e straordinario: grano dopo grano.

Ogni contributo, ogni raccolta, ogni iniziativa, ogni moneta messa insieme, ogni ora donata, ogni sforzo compiuto si trasformò, poco a poco, in muri, aule, spazi per la riabilitazione, luoghi di accoglienza, opportunità e speranza. Ciò che per qualcuno poteva sembrare un piccolo gesto, per noi diventò una solida fondamenta.

E così, come i piccoli granelli di sabbia che, unendosi, possono formare una riva capace di accogliere e contenere la forza degli oceani, ognuno di loro ha fatto la propria parte per costruire e sostenere questo grande progetto d’amore.

Hanno costruito il nostro nido.

Un nido costruito con tante mani e tantissimi cuori, un nido che ha permesso di accogliere, proteggere, accompagnare e offrire speranza a tanti bambini e a tante persone che hanno trovato nella Divina Provvidenza non soltanto un’istituzione, ma un luogo dove sentirsi amati, rispettati e valorizzati.

A ciascuno di quei volontari italiani vogliamo dire oggi: “Grazie, grazie per il vostro impegno, per il vostro tempo, grazie per il vostro interesse e per la vostra generosità”

Grazie per ogni attività realizzata, per ogni raccolta, per ogni riunione, per ogni contributo e per ogni gesto di solidarietà. Perché ci avete insegnato qualcosa che non si impara sui libri: il vero significato del donare senza aspettarsi nulla in cambio.

Ci avete insegnato che la ricompensa più grande può essere semplicemente sapere che qualcuno, in un luogo lontano, ha potuto sorridere, studiare, guarire, crescere o sentirsi amato grazie a un piccolo gesto di solidarietà.

Vogliamo ricordare con particolare affetto anche tutti coloro che, nel corso di questi anni, hanno fatto parte dei consigli direttivi, dei gruppi di raccolta e delle attività di solidarietà, del lavoro amministrativo e contabile, della realizzazione e distribuzione dei giornali e di tutte quelle attività che spesso sono rimaste nell’ombra, ma che sono state indispensabili.

Ognuno ha avuto il proprio posto, ognuno ha donato una parte di sé.

E forse questa è l’immagine più bella per spiegare ciò che siamo: nessun filo di paglia, da solo, può costruire un nido, ma quando tanti fili si uniscono, quando ognuno offre la propria forza, il proprio impegno, insieme possono creare un rifugio capace di proteggere la vita. Ogni persona che, almeno una volta, ha creduto nella Divina Provvidenza è uno di quei piccoli fili di paglia che sostengono questo grande nido d’amore, alcuni erano presenti fin dalle prime fondamenta, altri sono arrivati in seguito.

Alcuni hanno donato il proprio tempo, altri hanno donato risorse. Alcuni hanno offerto le proprie conoscenze, altri hanno semplicemente offerto il proprio cuore. Ma tutti hanno lo stesso valore.

Per questo, quando oggi guardiamo le nostre istituzioni a Quillabamba, non vediamo soltanto degli edifici, vediamo le mani di coloro che hanno contribuito a costruirli, vediamo il volto di chi ha avuto fiducia, l’impegno di chi ha lavorato e la generosità di chi ha donato.

E sentiamo la presenza di coloro che non sono più fisicamente con noi, ma che rimangono per sempre nella nostra memoria.

A Luciano Roncarolo va la nostra riconoscenza eterna.

E a tutti gli uomini e le donne d’Italia che hanno camminato al nostro fianco durante questi anni vogliamo dire, dal profondo del nostro cuore: “Questa opera è anche vostra.”

Ogni bambino che è passato nelle nostre aule, ogni persona che ha trovato sollievo nel nostro centro di riabilitazione, ogni famiglia che ha ricevuto speranza, ogni vita che ha potuto crescere con dignità, porta, in qualche modo, una piccola parte del vostro amore. La distanza non è mai riuscita a separarci, perché quando esiste un amore vero, i chilometri smettono di esistere.

L’Italia e Quillabamba sono rimaste unite da un ponte invisibile, costruito non con cemento né con acciaio, ma con solidarietà, fiducia, fede e amore.

Oggi possiamo soltanto dire:

Grazie, Luciano.

Grazie a tutti voi.

Grazie per aver creduto quando era ancora soltanto un sogno, grazie per aver seminato quando ancora non si poteva vedere il frutto, grazie per aver donato senza chiedere cosa avreste ricevuto in cambio, grazie per aver fatto della solidarietà una forma di vita.

Che i nostri bambini, le nostre istituzioni e le generazioni future siano sempre la testimonianza viva di quell’amore. E che i nostri cuori non dimentichino mai da dove veniamo e a chi dobbiamo una parte di ciò che oggi siamo. E ciascuno di voi ne fa parte, per sempre.

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