La Divina Provvidenza in Peru

“Certificacion de apoyo social” rilasciata dal Ministerio del Interior de Perù Provincia de la Convencion

La realtà delle strutture sociali che attualmente stanno svolgendo, a Quillabamba, un ruolo importantissimo a favore, soprattutto, dei bambini e dei ragazzi appartenenti allo strato più povero della popolazione e la fondazione della locale organizzazione benefica “DIVINA PROVIDENCIA”, sono frutto unicamente della volontà, della tenacia, della capacità e di una incredibile dedizione che continua tuttora, di una donna coraggiosa, che possiamo definire come missionaria laica: Marisa Ferreri.

Verso la metà degli anni ’90, Marisa aveva visto realizzati tutti gli aspetti di sistemazione della famiglia che per anni l’avevano tenuta sulla corda: grazie all’aiuto della Provvidenza Divina – a cui lei si era sempre rivolta con fede incrollabile, specie durante periodi estremamente duri e travagliati della sua vita – era arrivata a concretizzare nella felice e gratificante sistemazione dei figli, la conclusione di un ciclo della propria esistenza.

La convinzione di dovere moltissimo, di ciò che era riuscita a fare, all’aiuto ed al sostegno divino (ma chi non lo deve?), l’avevano convinta … doveva assolutamente ricambiare.

Non che fino ad allora si fosse tirata indietro dal prestare aiuto a coloro che più ne avevano bisogno: volontariato al Cottolengo, in ospedale ed in mille altre occasioni, ne sono la prova.

Ma in quel momento si sentiva di fare qualche cosa di più.
Fu per puro caso che incontrò una signora peruviana e che, parlando con la stessa, venne a sapere – in  prima battuta – delle condizioni di bisogno di una larga fascia di gente poverissima, in una cittadina peruviana non lontana da Cuzco, ma tagliata fuori dagli itinerari turistici e perciò anche da una relativa possibilità di migliore sostentamento.

Il papà di quella signora era il sindaco della città e – con larghezza di visione dato il posto – si era attivato per la costruzione di un asilo, da destinare ai bambini della classe più abbiente, ma la costruzione non era ancora stata ultimata; anzi, i lavori erano stati da qualche tempo sospesi.
Come fu o come non fu, Marisa e la signora peruviana entrarono in confidenza e, poichè quest’ultima era in procinto di ritornare a Quillabamba, Marisa decise di seguirla.

Giungere sul luogo, rendersi conto della situazione di necessità di tanti bambini, farsi assegnare in uso il fabbricato, ultimarne i lavori, arredarlo ed aprirlo come asilo fu un tutt’uno: quella sarebbe stata l’attività a favore del prossimo che avrebbe condotto.
I lavori edili, l’acquisto di arredi e di attrezzature e poi la gestione dell’asilo, presupponevano dei finanziamenti ed anche consistenti; ma la cosa non turbò minimamente Marisa: se la Divina Provvidenza l’aveva indirizzata fin là, la Divina Provvidenza l’avrebbe certamente aiutata anche ad andare avanti. E così fu!

Naturalmente occorreva effettuare tutte le pratiche burocratiche per l’ufficializzazione di quella che sarebbe stata l’organizzazione di gestione dell’asilo; in uno spagnolo più che incerto, quando Marisa si sentì chiedere chi avrebbe finanziato l’opera (gestire un asilo, gratis, a favore dei poveri!), rispose: “Sarà la Divina Provvidenza”. E l’impiegato che procedette alla registrazione, scrisse il nome dell’organizzazione: Divina Providencia.

All’asilo fece seguito l’aiuto a tanta gente ridotta veramente a mal partito: ragazzi e donne specialmente, vittime di violenze incredibili. Poi l’accoglienza di handicappati e di ragazzi affetti da varie patologie: era inevitabile conseguenza quella di realizzare, a fianco dell’asilo, un luogo di cura e di riabilitazione: La Casa Clinica.

E, subito dopo, parve evidente che la chiave di volta non poteva essere quella di accogliere e curare dei bambini piccoli, perchè poi – in età scolare – il mondo in cui vivevano li avrebbe ingoiati, vanificando in parte gli sforzi compiuti.

La base vera non poteva che essere la scuola, per dare consistenza e durata ad una realtà di miglioramento della vita; ma una scuola che assicurasse anche pasti regolari, un letto “tranquillo”, cure mediche e vestiti adeguati.

Tutto questo Marisa l’ha realizzato e, certamente, farà ancora di più, perchè continua ad avere a suo vantaggio un supporto formidabile, tanto inesauribile quanto in lui si confidi ma, non solo, si operi con tutte le proprie forze: la Divina Provvidenza.

 

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