Shai (Agosto 2016)

Shai (Agosto 2016)

Molto sinceramente, tutto è iniziato con la consapevolezza di non capire neanche una frase in spagnolo. La signora Jenny, per messaggio mi ha rassicurato: ho l’ “idioma de la voluntad”. Non poteva iniziare meglio la mia esperienza. A Quillabamba, mi accoglie appunto la signora Jenny Gonzales, una donna meravigliosa, paziente: è stata molto gentile.

Dormivo in una stanza della “guarderia”, l’asilo nido dell’Associazione, nata dall’abitazione della signora Marisa Ferreri. Ho subito conosciuto Sara, di Lima, poi Nohemy, di Cusco, Juan Carlos, di Arequipa, Yasmina di Quillabamba, e infine Abigail, di Puno. Hanno tutti sposato il progetto Divina Providencia, lavorando in una clinica che mette allo stesso piano persone abbienti, persone meno abbienti: lo spirito è di uguaglianza, e di rispetto per la vita di tutti. Affiancavo, per esempio, Sarita che indirizzava la terapia fisica per due bambini operati entrambi al braccio destro, non muovevano bene la mano.

La loro operazione non era stata buona, la cicatrice era evidente: ma erano spensierati e sereni, con una madre giovane ma già carica d’esperienza. Ci sono molti pazienti che vengono dal “campo”, nelle montagne, che impiegano molto tempo per raggiungere la Clinica: portano in dono frutti e storie da raccontare. Hanno sempre tutti il sorriso.

E’ giunta anche una signora anziana, molto magra, è entrata accusando dolori “a la cintura”: era un piccolo acciacco, in realtà voleva semplicemente parlare della sua situazione familiare. Sarita le ha consigliato un avvocato che lavora gratis per le persone che non possono permettersi una parcella. La signora, come me, mai si sarebbe immaginata ci fossero così tante persone disposte a dedicare e sfruttare la propria fortuna per offrire pari opportunità anche a chi proprio non può.

Poi… ho poi incontrato tutti i 60 bambini della scuola Divina Providencia: che forze della natura! Si sono stupiti di qualsiasi cosa, mi hanno osservato e non mi mollavano neanche un secondo. Guardavo i loro occhi felici, pensando a cosa avessero potuto vedere o vivere. Ognuno ha già una lunga storia alle spalle, nonostante l’età, mi dice la directora Deyniset, ed è molto emozionante recepirne alcune parti. Grazie a questa scuola, invece, sorridono sempre. Quando sono contenti saltellano sul posto, sono meravigliosi. Vivono in questa oasi felice, in cui il cibo e l’istruzione è garantita. Possono pensare a problemi più inutili, come chi va in porta a calcetto o di chi è il turno per giocare a biglie. Personalmente, ho tenuto lezioni di italiano, aiutandomi spesso con i disegni, qui molto apprezzati. Abbiamo anche preparato, con i bambini, i tortellini: hanno adorato riempirli e ripiegarli bene. Essendo italiano, non poteva nemmeno mancare la pizza: per me, era divertente anche fare la spesa con “joven Armando”, il ragazzo tuttofare che ha vissuto 18 anni tra la foresta e le montagne, e altri 10 a servire la scuola, come un fratello maggiore.

Ricordo il timore reverenziale dei bambini quando le professoresse Deyni, Sheyla, Irma e Mauricia, e del professor Libny chiedono di “formarse” nel patio prima di entrare in mensa, cantando canzoni come “Los ninos de la Divina Providencia”. La fortuna ha voluto che visitassi la scuola e l’associazione l’anno del 10° Anniversario: sono state giornate di festa, processioni in città, “veladas” e di balli e danze a scuola. I bambini erano tutti orgogliosi della propria “querida escuela”. Questa, è molto più di una scuola, decisamente. Durante le ultime settimane, la signora Jenny e io abbiamo lanciato la pagina Facebook della Escuela Divina Providencia

(https://www.facebook.com/EscuelaDivinaProvidenciaQuillabamba/), per raggruppare le foto e tutte le attività svolte in questi 10 anni: è stata un’occasione per riviverla, dal progetto su una bozza della signora Marisa Ferreri, alla sua attuazione, e ai suoi continui miglioramenti. La cultura dell’associazione di condivisione, di gioia e di umiltà è contagiosa: l’esperienza è durata un mese e mezzo, ma è stato il periodo più bello della mia vita. Il Perù e la Divina Providencia sono stati la mia seconda casa, e la mia seconda famiglia.

Volevo ringraziare l’associazione, la Guarderia, la Clinica e la Escuela, ed ogni suo membro. Ma soprattutto tutti i donatori dell’associazione, senza i quali questo immenso sogno non sarebbe mai diventato una realtà, e senza i quali non si potrebbe mantenerlo in vita. Spero di aver minimamente ripagato la loro generosità, la loro pazienza e la loro accoglienza.

Un abrazo fuerte a todos, buena suerte! Shai Bohane ?

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