VOLONTARI - TESTIMONIANZE
MASSIMO -
ENRICO -
DELFINA e CHIARA -
NICOLA -
ANNAMARIA -
ANTONIO
ANNAMARIA
Dopo tanta attesa, ecco che arriva il giorno della partenza per il Perù: è il 18 maggio 2010.
A Quillabamba mi aspetta Jenny, molto gentile, garbata ed efficiente; visito il jardin, la clinica ed infine la scuola, che si trova a Macamango, a circa due chilometri dalle altre strutture.
E’ immersa nel verde, tra piantagioni di caffè, cacao e banane: sembra di essere fuori dal mondo (o, almeno, dal mondo che conosciamo noi).
Il lunedì successivo mi reco in aula e cerco di rendermi utile: proverò ad insegnare un po’ di italiano (io che sono stata per più di 35 anni professoressa di matematica...), poi cucito a macchina (le macchine sono a pedali, ma cercherò di arrangiarmi) ed infine lavoro a maglia (e questo lo so fare bene ed insegnerò diversi punti ai bimbi).
Parliamo ora proprio di loro: questi piccoli peruviani si svegliano tutti i giorni tra le 5,30 e le 6, si lavano, si vestono, rifanno il letto, riordinano i propri vestiti ed a turno puliscono le camerate o scopano il patio raccogliendo tutte le foglie cadute, preparano le tazze per la colazione; alcuni si allenano a calcio od a pallavolo.
Tutto questo prima di colazione; poi, dopo aver mangiato, si va tutti nelle classi per le lezioni; alle 11 un po’ di intervallo per mangiare dell’ottima frutta e giocare un po’; poi di nuovo in classe.
Prima di entrare a mangiare, al mattino, a pranzo ed a cena, i bimbi si mettono in fila ben ordinati e cantano varie canzoncine: sono molto bravi! Quando si siedono ai tavoli, stanno in silenzio aspettando le indicazioni de “las profesoras” per pregare e per iniziare a mangiare.
Nel pomeriggio si fanno i compiti ed a scelta si partecipa ai vari laboratori di pittura, cucito, maglia, teatro, ecc.. ed anche si gioca. Sembra una grande famiglia.
I bambini sono molto bravi, ma è anche merito delle loro maestre, “las profesoras” come vengono chiamate.
Ilda la direttrice, Ruth, Rosemary, Dada, sono infaticabili e sempre a disposizione degli allievi dall’alba fino a sera e se è necessario, anche di notte. Oltre ad insegnare, si occupano anche di allenarli per le sfilate e per le partite, ed organizzano balli e feste.
Complimenti, sono bravissime.
Ho assistito alla festa per la partenza per l’Italia di Linda con i genitori adottivi: è stata molto bella e commovente.
Infine, quando sono partita io, c’è stata una festa grandiosa!
Sono arrivati anche i bimbi del jardin ed ovviamente anche Jenny e gli altri. Ci sono stati canti, balli con tanti costumi coloratissimi, discorsi, ringraziamenti e doni: tutto per me, che emozione!
Il ballo dell’anaconda l’ho ancora ben impresso nella mente! E’ stata una festa a sorpresa, una festa che non dimenticherò più; e quanti ringraziamenti...
Sono io invece che devo ringraziare chi mi ha permesso di fare questa esperienza e mi ha fatto trascorrere un mese indimenticabile: grazie a Marisa, a Jenny, a las profesoras, a los niños ed a tutti quelli che ho incontrato a Quillabamba.
Annamaria