Associazione
di Volontariato
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VOLONTARI - TESTIMONIANZE

MASSIMO - ENRICO

MASSIMO 2004

...Oggi non ho sentito la sveglia, e l'orazione mattutina e' gia' passata, mi presento per la colazione, dalle colleghe volontarie che mi prendono in giro per il ritardo, come sempre incasso volentieri, e aspetto la mia occasione per fare un piccolo scherzo.
Poco dopo insieme a Erika seguo Carmen, la fisioterapista peruviana, per dare un aiuto con le terapie ai pazienti della clinica.
Arriva la bellissima Linda, 10 anni, costretta anche lei alla sedia a rotelle da un'artrite, le sue condizioni sembrano migliorare giorno dopo giorno con la sua ginnastica mattutina. La accompagno poi alla scuola, facendo meno fatica del solito per convincerla a entrare in classe, si vergogna agli occhi dei suoi compagni. Credo che oramai sia lei che loro si stiano abituando a convivere insieme, oggi poi c'e' un'altra bambina in carozzella in classe...e oggi Linda non si sente cosi' diversa.

Arriva Hernan dopo la vacanza di qualche giorno a casa, e lo accompagno a salutare le infermiere, poi aiuto Jonny a fargli la doccia. Ormai e' sparita completamente quella sensazione di diversita' che ero abituato a sentire in mezzo alle persone con qualche difficolta' fisica. C'e' una sola differenza.io in piedi e lui costretto alla sedia a rotelle, ma e' normale aiutare Hernan, ed e' normale che Hernan chieda il mio aiuto senza problemi, non per il mio incarico, ma per quello che sento. Camminava e correva come me, prima che qualcuno gli spezzasse la colonna vertebrale nel tentativo di ammazzarlo di botte. La settimana scorsa avevo spinto per la prima volta la sua carrozzella per le strade di Quillabamba per acquistare un po' di musica peruviana, gli avevo chiesto se conosceva un posto dove vendevano CD, e si era subito offerto per farsi accompagnare. Avevamo solamente un'ora a disposizione e nel percorso abbiamo riso e scherzato come due vecchi amici. Al ritorno il mio "grazie" lo faceva bloccare per un attimo obbligandomi a stringermi la mano.era lui che voleva ringraziare me, per avergli regalato un'ora della sua giornata un po' diversa dal solito.

Oggi e' un'altra giornata da ricordare, ogni giorno sentiamo storie di maltrattamenti di bambini da parte dei genitori ma quando viviamo cosi' da vicino la situazione.beh.la cosa e' un po' diversa. Marisa ci ha appena avvisati che da oggi la clinica avra' un'ospite in piu', Alejo 6 anni, un bimbo della prima elementare. La madre stamattina l'ha accompagnato a scuola dicendo che questa notte era stato nuovamente maltrattato dal suo patrigno e non vuole piu' tornare a casa. Nei giorni scorsi, avevamo intuito che avesse qualche problema, ogni tanto in mezzo ai suoi compagni si fermava a guardare nel vuoto e poi piangeva.

La sua storia inizia quando sua madre prima di metterlo al mondo, viene violentata e decide con amore di portare avanti la sua gravidanza. Da queste parti un bimbo nato da un atto violento viene considerato maledetto, e quindi ucciso alla nascita. Sua madre ha trovato poi una persona con cui convivere e avere un'altra bambina insieme, ma Alejo non e' mai stato accettato dall'uomo che questa notte l'aveva picchiato e umiliato ancora. E' stato legato a un palo e cosparso in testa da sterco di gallina, le parole che si sentiva ripetere erano "tu sei solo spazzatura". Vado a fare una visita alla classe e ricevo il solito clamore in risposta al mio saluto, c'e' anche Alejo, che come gli altri copia sul suo quaderno cio' che la maestra Lourdes ha scritto sulla lavagna, ma dura poco, si ferma ancora e piange per una decina di minuti. Ora il suo pianto non e' piu' visto come un capriccio, ogni lacrima e' una paura che lo aspetta tornando a casa, ma questa sera' non succedera', il tribunale sta decidendo di affidarlo a Marisa con il consenso della madre. Non ci saranno solo piu' abbracci e sorrisi con lui, divideremo insieme le stanze della clinica, per farlo sentire a casa...una nuova casa.

Chiara e' di ritorno con Marisa da Macamango dove sorgera' la futura scuola con dormitori, i lavori procedono bene e il prossimo anno in primavera dovrebbero iniziare le lezioni. Alejo probabilmente sara' uno di quelli che usufruira' anche delle strutture interne per viverci fino a quando sara' maggiorenne.

Fuori da qui, Tutti i bimbi di questa classe vivono in un pesante stato di disagio e per loro la scuola e' gratuita, ma ai nostri occhi anche Jules, 10 anni, deve avere qualche problema in piu' rispetto ai suoi compagni, e dopo aver pranzato, lo accompagnamo a casa con la sua sorellina che va all'asilo, per vedere come vive. Viene con noi la sua maestra, che conosce gia' altre realta' simile alla sua. Camminando per strada, Jules mi sembra abbia cambiato atteggiamento, non e' piu' il bambino timido che stava seduto ascoltando la lezione, ma il figlio piu' grande che torna a casa carico di un grosso peso sulle spalle per dare una mano a sua madre. Entriamo in un cortile di case pulite, direi accettabili, ma al suo interno, le quattro pareti in cui vive Jules sono come una freccia nel nostro cuore. Ricordo quando mio nonno viveva in campagna e aveva costruito un recinto coperto dove teneva galline e conigli...mi ricorda molto la casa dove vive Jules e gli altri 5 componenti della sua famiglia, 10 metri quadrati circa.

Sua madre, forse una trentina di anni, forse meno, e' magrissima e tiene in braccio un bimbo di circa sei mesi che a ogni suo pianto viene zittito e allattato senza problemi davanti a noi. Dentro la stanza buia c'e' un po' di tutto, fili stesi da una parete all'altra per appendere i vestiti lavati chissa' quando, un letto di una piazza e mezza, e per terra altre coperte dove dorme anche un'altro fratellino, di nome Abram, avra' 5-6 anni, che piange e urla per qualche dolore non identificato.

Il padre e' in giro a lavorare la terra, si capisce che Jules e l'uomo di casa e con sua madre rovista in un sacco per offrici un po' di frutta a cui non possiamo rinunciare per paura di qualche offesa...speriamo non sia la loro cena per questa sera. Mi sembra di essere in uno di quei filmati speciali di qualche telegiornale.

Prima di ritornare alle nostre attivita', sua madre ci promette di venire alla scuola nel pomeriggio con tutti i figli, per parlare ancora e per ricevere qualche aiuto, ma le ore passeranno senza la sua visita, per paura forse di qualche reazione incontrollabile del marito. Decidiamo quindi che nei giorni a venire, a turno, faremo visita alle famiglie piu' in difficolta' con un po' di viveri al seguito. Nel pomeriggio una bella notizia, Linda e' in clinica alle parallele da sola, ha lasciato la carrozzella e sta provando a camminare, vado di corsa a fotografarla, qui sono tutti convinti che ce la fara', che anche lei correra' in mezzo ai suoi compagni, senza occhi "diversi" che la osservano. Sorride di continuo, ma dopo un po' mi guarda in faccia "Maximo...uff...uff...cansada..", e' molto stanca e la metto di nuovo sulla sua superlusso.

In serata, il fischio di Robert mi distrae, ha fermato uno dei tanti moto-taxi che ci porta in centrocitta' per un piatto di pollo e riso. Anche oggi come ieri, una giornata intensa, piena di momenti da ricordare quando la vita in futuro mi sembrera' difficile.quando mi sembrera' di essere una pedina in mezzo a tante.forse da oggi in poi riusciro' a vedere questi sorrisi e questi "grazie" in qualsiasi momento.da qualsiasi parte.

MASSIMO 2005

"Quillabamba 2005 - Il ritorno"

Non sempre e' facile parlare o scrivere a proposito di un momento vissuto, per trasmettere la sensazione di cosa si provi in un quel determinato istante.
Cio' che ho provato al mio "ritorno a Quillabamba" e' molto semplice da raccontare e credo si possa tradurre in "casa" e "famiglia". Il coinvolgimento del vivere quotidiano insieme a questi amici rispecchiano pienamente il significato di queste due parole.
Carmen e Robert erano li' ad aspettarmi da piu' di un'ora al terminal Bus in arrivo da Cusco. E' bastato un lungo abbraccio e qualche istante a guardare i loro volti sorridenti che mi chiedevano "Como estas?", per annullare il tempo.

Sembrava impossibile fosse passato un anno dall'ultima volta che li avevo visti. E cosi' nei giorni successivi, grande festa per ogni incontro, pazienti e bambini, ma subito un motivo valido per inserirmi subito...facciamo questo...andiamo a vedere quello...di nuovo immerso a tempo pieno.

In ogni caso c'erano altri motivi per ricordarmi che comunque era passato tutto questo tempo e nel frattempo anche in Italia era successo qualcosa. I miei pensieri andavano al dicembre scorso a quella cena alla sezione Lion's Club di Venaria, dove abbiamo ricevuto un sostenzioso aiuto economico, o ai mercatini per beneficenza di Bruno e Adriana, alla mia scatolina pro-offerte in ufficio, o a quella domenica a Vicenza per trasportare le attrezzature e gli aiuti spediti poi via mare nei mesi a seguire. Luciano ha fatto un gran lavoro come sempre, e anche le adozioni a distanza sono aumentate.

Ma non ero poi cosi' solo, in questo agosto 2005 mi hanno voluto seguire due splendide figure italiane, Raffaella, una brava fisioterapista che ha portato un grandissimo aiuto colmando qualche lacuna sulle terapie ai pazienti, e Michela che si e' immersa in tutte le attivita' tra i bimbi e gli ospiti della clinica lasciando ai peruviani la testimonianza che anche in Italia c'e' chi vive con semplicita' e il sorriso sempre presente in viso.

Ovviamente il ricordo degli altri volontari italiani che in passato hanno gia' soggiornato da queste parti e' sempre attivo, e tutti chiedono notizie e inviano saluti affettuosi a Barbara, Chiara, Erika, Enrico, Alice, Claudia, ricordando ogni tanto qualche aneddoto vissuto insieme. Divina Providencia prosegue la sua opera, la guarderia olre ai bimbi dell'asilo ospita oggi le due classi di scuola primaria, in attesa della struttura di Macamango. La Clinica e' il punto fermo e si inserisce nella citta' come struttura importante per la particolarita' delle cure verso i disabili che a casa loro vivono in molti casi con totale assenza di comodita' e servizi di comunicazione. Grazie all'aiuto di un argano pneumatico in piscina, anche i casi piu' gravi di immobilzzazione riescono a beneficiare abbastanza agevolmente delle terapie in acqua. La nuova scuola procede nella costruzione secondo il progetto, anche se con piccoli intoppi dovuti alla mancanza di qualche materiale in loco, ma credo proprio che aprira' i battenti nel prossimo aprile 2006 con il nuovo anno scolastico. Macamango ora si raggiunge senza problemi mediante una nuova strada che attraversa piantagioni di caffe' e banane, e ci sono gia' molte richieste per ospitare i bimbi anche nel convitto. Marisa questa volta e' rimasta in Italia e raggiungera' Quillabamba a novembre, e questo mi ha portato ad occuparmi degli aiuti portati da Torino. Il denaro che ho raccolto tra amici e colleghi e' stato destinato alle spese mediche per Linda che sono andato personalmente a prendere nel suo paese, visto che sua mamma non poteva permettersi neanche di accompagnarla in ospedale per i controlli medici. Ho destinato la somma per coprire le spese mediche e alla sua adozione per tutto il 2005 in modo che possa essere ospitata in clinica per le terapie e a scuola con gli altri bambini.

Un sentito Grazie, va a Rossella e Piercarlo che in occasione del loro matrimonio alla fine di settembre, hanno voluto destinare il valore dei loro regali ai bambini e pazienti ospiti a Divina Providencia.
Tra tutti i pensieri di "fine vacanza" posso sottolineare che come al solito le lunghe cinque settimane non sono molte per inserirsi totalmente in quella realta', ma anche questanno ho dato il mio piccolo contributo, e come un anno fa spero di continuare, contando molto in nuovi aiuti, anche piccoli, ma fondamentali per dare un futuro a chi e' meno fortunato.

Massimo.