LA STRUTTURA - I LABORATORI
Praticamente non esistono alternative di lavoro per la maggior parte della popolazione povera ed analfabeta, all'occasionale bracciantato agricolo. In particolare, non esistono sbocchi per i ragazzi e per le donne, che devono arrabattarsi con attività di ripiego, che permettono loro di guadagnare qualche monetina per cercare di campare alla meno peggio.
E' naturale, quindi, che nel contesto generale di aiuto alla povera gente che sta svolgendo Marisa, si cerchino tutte le strade possibili per creare occasioni di sostegno, il più possibile stabili e durature.
Uno dei modi è quello di avviare dei "laboratori". Ma come, con quali risorse, in quali settori operativi e con quali speranze di reale gestione autonoma, è tutto da vedere!
Per intanto, si è cominciato con un primo esperimento: fabbricare e vendere gelati
PRIMO LABORATORIO:
Manufactura y venta de paletas.
IN CHE COSA CONSISTE:
fabbricazione e vendita di gelati (ghiaccioli)
PREMESSE:
- la cessione gratuita a Divina Providencia delle attrezzature (in mediocre stato d'uso) di un laboratorio per la fabbricazione di ghiaccioli, fatta dal sig. Alagon, affetto da una malattia tropicale che crea problemi di deambulazione e paziente della nostra Casa clinica; in pratica si tratta di un frigorifero, una vasca per la preparazione del succo di frutta miscelato con acqua, una macchinetta per la preparazione ed il confezionamento dei ghiaccioli;
- il fatto che sul posto vi è una notevole richiesta di gelati del genere (che si vendono a basso costo: 20 centavos di sol, poco più di 4 cent. di euro).
- il fatto che vi sono alcuni disabili, in grado di fare lavori marginali, che di fatto non lavorano (nessun disabile lavora: vivono di elemosina o chissà come)
MODALITA' OPERATIVE:
Marisa ha ceduto un'area di circa 80 mq al fondo del giardino di casa sua, verso strada, in cui c'era una tettoia che un tempo era utilizzata a porcile e pollaio. Sostituito il tetto, rizzati i muri laterali, creato un WC per disabili ed aperta una porta verso strada la tettoia si è trasformata in laboratorio/negozio.
La produzione prevista è di 1000 ghiaccioli al giorno. Sono impiegati, per la fabbricazione, alcuni disabili e verranno coinvolti loro parenti (mamme e fratelli di cui i disabili sono a carico, senza alcuna sovvenzione pubblica)) per la vendita lungo le strade.
La figlia del Sig. Alagon ha insegnato il lavoro per il periodo iniziale.
Il manutentore delle macchine ha offerto il suo intervento gratis per un anno (bell'esempio di volontariato .... in un posto in cui il volontariato non esiste).
COME AVVIENE IN LOCO LA VENDITA DEI GELATI:
chi produce gelati (ghiaccioli) li "vende" a chi va poi realmente per le strade a smerciarli; è in genere gente che è alla disperazione e non trova alcuna altra fonte di reddito (in genere, donne "sole" cioè abbandonate, con i figli). Munite di una borsa termica, praticamente "comprano" un certo numero di gelati (pochi però, circa quindici o venti, perchè non hanno soldi) e poi cercano di rivenderli.
Hanno un utile di 3-5 centavos di sol per gelato, ma restano a loro carico eventuali rotture ed invenduti. Finito il primo gruppo, tornano a comprarne altri, facendo chilometri di strada, poichè cercano di andare a vendere nelle aree cittadine più benestanti, che sono da un'altra parte della città. Alla fine della giornata, se sono fortunate, sono riuscite a vendere alcune decine di gelati (assai raramente un centinaio), per cui il loro tornaconto - se tutto va bene - si concretizza in 2-4 soles (cioè assai meno di un euro!)
COME AVVENGONO LE COSE CON IL NOSTRO LABORATORIO:
Con l'organizzazione del lavoro nel nostro laboratorio, le cose sono molto diverse! Infatti, sulla base di una produzione di circa 1000 pezzi al giorno e della vendita dei medesimi (tutto mediante mano d'opera disabile e dei parenti dei disabili, donne principalmente), è facile intuire che il ricavo di ognuno risulta assai maggiore di quello che poteva essere con il sistema tradizionale di vendita, con ulteriori grossi vantaggi di:
- dimostrare che affrontando attivamente le realtà e le possibilità esistenti, si possono trovare forme di lavoro alternative a quelle. passive, di aspettare le offerte di bracciantato;
- far capire alla gente che anche i disabili possono avere un ruolo attivo nella società:
- dimostrare che organizzandosi (in una forma che da noi chiamiamo cooperativa, ma che da loro non esiste ma potrebbe essere creata) si possono ottenere - proprio con la cooperazione - risultati economici assai validi.
Nell’ambito della struttura della scuola-convitto di Macamango, sono stati avviati altri laboratori: meno impegnativi e determinanti per la sussistenza die partecipanti rispetto a quello sopra descritto, ma decisamente stimolanti per la formazione sociale die bambini che li frequentano (infatti questi laboratori sono esclusivamente dedicati ai bambini e ragazzi).
Lo scopo principale non è quello di creare risorse economiche, ma quello di formare una mentalità aperta ad un concetto di lavoro molto diverso da quello che i bambini hanno ereditato dalla famiglia e dall’ambiente in cui sono nati:
- lavoro non necessariamente legato alla coltivazione dei campi: per la loro mentalità, non esiste che un futuro da campesinos. Invece nei laboratori toccano con mano che si può produrre, utilizzare o vendere, trovando altre forme di sussistenza;
- lavoro che possa esprimere anche la propria creatività: non esiste solo l’occupazione manuale, ma l’uomo può esprimere anche le proprie capacità intellettuali;
- lavoro che può essere svolto in gruppo, in cui ognuno fornisce il proprio apporto per ottenere un unico risultato finale: ben lontano dalla usuale prestazione di bracciantato agricolo che svolge una larga fetta della popolazione locale.
E così sono sorti laboratori di sartoria che forniscono costumi ad altri laboratori di teatro e di danza, scuole di cucina in cui si preparano anche prodotti vendibili, di allevamento di piccoli animali, di musica e così via.