Divina Provvidenza Onlus

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La Scuola

LA SCUOLA / CONVITTO

Se a tutta prima, a Marisa, parve che la cosa essenziale da organizzare nel contesto di Quillabamba fosse l'asilo, per prendersi cura dei molti piccoli praticamente abbandonati e, subito dopo, la Casa clinica, per dare almeno una possibilità di aiuto e di cura a tanta povera gente, a distanza di qualche anno è emersa, come esigenza primaria, la realizzazione della scuola elementare, poichè proprio l'età scolare si è rivelata la più critica.

Ragazzi lasciati all'abbandono, sfruttati, soggetti a violenze di ogni genere, destinati a replicare le condizioni di ignoranza e sottomissione dei loro genitori, sono il maggior serbatoio di necessità di assistenza.
Creare una scuola elementare, con la capacità di gestire sei classi ed inserirvi dei ragazzi altrimenti abbandonati a loro stessi, significa riversare ogni anno nella società locale - ignorante e degradata - l'organico di una classe di ragazzi, arrivati al termine dell'istruzione primaria, con un certo grado di istruzione ma, soprattutto, con la coscienza che si può e si deve vivere con un livello sociale assai superiore a quello che hanno avuto i propri genitori.
Perchè nei sei anni di scuola (ed anche di convitto) hanno potuto toccare con mano cosa significa la pulizia, l'ordine, la cooperazione, il vivere comune, la disciplina, la comprensione per gli altri: tutti valori che li hanno formati e che mai li avrebbero sfiorati se non per l'attività della Divina Providencia.

Ma come è sorta la scuola? Parrebbe impossibile, eppure le cose sono andate così.
Marisa, percepita e consolidata mentalmente la necessità di disporre di una scuola per i più deboli, ha fatto uno schizzo di come avrebbe voluto vedere realizzata tale istituzione (con un convitto, perchè gran parte dei ragazzi non possono fisicamente tornare a casa al termine delle lezioni, perchè non hanno una casa, oppure l'ambiente che li accoglierebbe sarebbe solo quello della miseria e della violenza).
Lo schizzo, dato ad un amico architetto durante uno dei periodi di soggiorno in Italia, è stato seduta stante trasformato in una ipotesi di progetto, con la raffigurazione di aule, locali comuni, aree di gioco, mensa, dormitori, uffici, biblioteca, ecc..., perchè la scuola / convitto è stata pensata nel modo più moderno ed aperto possibile, certamente di molto all'avanguardia rispetto agli standard locali.
Ritornata in Perù, Marisa ha immediatamente reperito il terreno in Macamango, una zona prettamente agricola ad una ventina di minuti (di buon passo e per sentieri più simili a scoli d'acqua) dall'asilo e dalla Casa Clinica. Con una semplicità estrema e con i fondi che la Provvidenza ha fatto arrivare, l'ipotesi di progetto è diventata un "piano lavori" ed in meno di un anno la scuola è diventata realtà: costruita, arredata ed avviata.

Il complesso edilizio è caratterizzato da quattro "blocchi" di costruzioni, insediati in un più ampio contesto di terreno, destinato altresì ad ospitare aree verdi ed una vasta zona dedicata all'attività ludica dei bambini, naturalmente anche aperta - nei limiti del possibile - agli handicappati.

IL BLOCCO SCUOLA:

Costituito da sei aule, capaci di ospitare 28÷30 alunni caduna, poste quasi a semicerchio, in modo da offrire un più gradevole aspetto estetico (sei è il numero minimo di aule necessario per essere equiparati alla scuola pubblica: cosa che è avvenuta). Ogni locale si affaccia su di un ampio cortile con alberi e cespugli, mediante due grandi finestre ed una porta vetrata; un largo patio antistante, protegge dal sole e consente di usufruire di un'area coperta, adatta per molteplici attività paradidattiche: piccole mostre, interventi operativi, ecc...

La costruzione termina con un locale di più modeste dimensioni destinato ad infermeria, per piccoli ed occasionali interventi di medicazione, ma anche e soprattutto per svolgere periodici controlli sanitari preventivi a tutti i bimbi.

IL BLOCCO CONVITTO:

Dall'altra parte del cortile, diametralmente opposto alla scuola, è realizzato su due piani e consta di due grandi camerate ad L - una maschile e l'altra femminile - attrezzate con letti a castello e munite di servizi igienici (anche per handicappati). Al piano inferiore è inserito un vasto refettorio (alla bisogna utilizzabile anche come ampia "sala riunioni" per 100 - 150 persone), alimentato da una capace cucina che, risultando collocata sul retro dell'edificio, è favorita sotto il profilo dell'approvvigionamento delle vivande e dello smaltimento dei rifiuti.Sul fronte, invece, l'edificio ripropone un vasto e lunghissimo patio.


IL BLOCCO UFFICI:

Posto sul terzo lato del cortile, a fianco del cancello di ingresso, è costituito da un ufficio per due persone (una delle quali è un handicappato, già operante presso Divina Providencia) con sportello di controllo/accettazione e da un locale per l'indispensabile archivio. A fianco si trova una sala polivalente, da destinare ad incontri, riunioni, attività paradidattiche, proiezioni, ecc... Infine, un po' staccato ed isolato sorge il locale biblioteca, che metterà a disposizione dei bambini (interni ed esterni) libri ed audiovisivi


IL BLOCCO SERVIZI:

completa il complesso sul quarto lato; è composto da due serie di servizi igienici e docce (maschili e femminili, anche per handicappati), da un locale per il custode, da una lavanderia e da un deposito per materiali vari (lenzuola, coperte, stoviglie, materiali didattici, ecc..).


AREA LUDICA ED AREE VERDI:

Indispensabile corollario per un contesto destinato ad ospitare bambini, un campetto da calcio, in cemento su cui possano muoversi e giocare a piacimento tutti quanti, handicappati e non. Nel 2012 il campetto è stato coperto da una tensostruttura per permettere l’utilizzo dello spazio anche in giornate particolarmente soleggiate o anche quando piove leggermente. Intorno ancora tanto verde, che può anche non essere fine a sè stesso, ma impiegato per colture "sperimentali" ed innovative seguite dai bambini medesimi (i più grandicelli). E la cosa, oltre ad offrire una particolare valenza educativa, non è di poco conto se si considera l'ambito contadino in cui si opera. (come il progetto della coltivazione idroponica)

LE MAESTRE DELLA SCUOLA/CONVITTO

Una particolare menzione è d’obbligo venga fatta per il personale insegnante della suola. E’ estremamente riduttivo chiamarle “maestre”, poiché l’attività che svolgono è assai di più di quella puramente didattica.
Infatti, le insegnanti non limitano la loro presenza agli orari di lezione, ma sono presenti 24 ore su 24! Esse vivono nella scuola, insieme al centinaio di bambini che vi sono ospitati in una sorta di collegio; di conseguenza, assumono nei confronti dei bimbi il ruolo di mamma che li sveglia al mattino, li aiuta a lavarsi e vestirsi, li accompagna a colazione, li educa a comportarsi bene, ad essere ordinati, a vivere in modo civile.
Poi passano al ruolo vero e proprio di maestre, nelle diverse materie di insegnamento; tornano a curare individualmente i bimbi durante li pranzo, per diventare loro amiche, animatrici ed educatrici nel periodo dei giochi, del doposcuola, della frequenza nei laboratori, nell’esecuzione dei compiti.
Ed ancora diventano mamme a cena e poi mettendo a letto tutti quanti, dopo aver recitato insieme le orazioni.
E poi, chiamiamole “maestre”!

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