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Quillabamba

E' una cittadina di circa 40000 abitanti, nella zona di Cuzco, una delle aree archeologiche più famose di tutto il Perù. Purtroppo, però, la città è tagliata fuori dai circuiti turistici, per cui non beneficia degli importanti supporti economici connessi con i medesimi.
Fino al 1997, Quillabamba era collegata con Cuzco attraverso la famosissima ferrovia delle Ande: ciò permetteva un aggancio con il turismo e, soprattutto, la possibilità per i contadini di portare i loro prodotti sul mercato della città principale, con ricavi che, se anche non favolosi, erano almeno remunerativi della fatica effettuata per le coltivazioni.

Quillabamba è infatti un centro prettamente agricolo: posta a 1200 metri di altitudine, sul versante della montagna che degrada verso la Selva Peruviana e poi, più in là, verso l'Amazzonia, è terra ideale per la coltivazione della frutta, del caffè e del cacao.
Il 1997, però, fu l'anno della grande alluvione: il fiume Urubamba, sul fianco di una gola del quale transitava la ferrovia, si gonfiò talmente che strappò via chilometri di strada ferrata, che - date le caratteristiche geologiche e l'enormità della spesa - non sarà mai più ripristinata.
Di fatto, quindi, Quillabamba si trova attualmente quasi isolata, nel senso che per arrivarci da Cuzco occorre un tragitto di parecchie ore, su strada sterrata attraverso un valico che raggiunge i 5000 metri.

Inevitabile conseguenza è che il commercio agricolo è stato soffocato, i contadini non hanno più sbocchi sul mercato ed i raccolti di caffè e cacao sono acquistati in loco dalle grandi Compagnie, che li pagano la metà di quanto li pagavano prima!
I contadini sono ridotti alla fame, sia quelli che dispongono di un piccolo pezzo di terra sui fianchi della montagna, sia e più che mai quelli che si limitano al bracciantato, prendendo il lavoro che c'è, quando c'è.

L'istruzione dovrebbe essere obbligatoria e gratuita; ma, di fatto, non è assolutamente così. Per andare a scuola, il bambino deve presentarsi dotato di una lunga lista di materiali, elencati in una "lista des utiles" che gli viene consegnata prima; si tratta di due divise, di matite colorate, quaderni, materiale vario, ecc... (tutto di tipi e marche ben precisati!). Inoltre si deve provvedere a pagare pro quota le spese per i materiali scolastici, materiali igienici, pulizie, tinteggiatura dell'aula e così via.

E' fin troppo evidente che, chi non ha soldi neanche per sfamarsi, non avrà mai la possibilità di andare a scuola: è destinato all'analfabetismo, in barba alla obbligatorietà di frequenza.
Anche la sanità funziona con il medesimo sistema; salvo pochissimi medicinali gratuiti, forniti per contrastare alcune gravi malattie che sono tuttora assai diffuse (la TBC ad esempio), per poter essere ammessi in un ospedale occorre presentarsi muniti a proprie spese di materiali igienico-sanitari e di medicinali: anche questa cosa impossibile per chi non ha niente.

E di qui nascono problemi insormontabili nel caso di patologie più o meno gravi, per non parlare di coloro che sono portatori di handicap. Di handicappati gravi non ne esistono, poichè soccombono; chi ha handicap più lievi (e ricuperabili, almeno parzialmente) non viene in alcun modo curato. Pertanto l'handicap si aggrava fino a diventare fortemente invalidante, con conseguenza estreme.

Inoltre, chi è affetto da handicap non riceve alcun sussidio e, per lo più, è costretto a vivere di elemosina.
E' facile intuire, quindi, che in un ambiente di analfabeti, disoccupati e privi di ogni supporto fisico od economico, si sviluppino facilmente delle piaghe sociali: l'alcolismo in primis e, derivati da questo, la disgregazione della famiglia e la violenza, espressa a livelli per noi inimmaginabili, specie nei riguardi delle donne e dei bambini.

Sono rari i nuclei famigliari come li intendiamo noi; per lo più, si tratta di una donna che vive con un compagno occasionale e con dei figli, molte volte avuti da più uomini. La casa è sovente costituita da una baracca, con la sola porta di ingresso, il pavimento di terra e priva di mobili, salvo quattro pagliericci buttati a terra.

In quell'unico locale si vive: si mangia per la strada o dove capita (se si mangia!), si dorme dentro o fuori senza che nessuno, anche i più piccoli, venga seguito e si assiste ad ogni forma di violenza che, per lo più in stato di ubriachezza, viene perpetrata sulla donna e, non di rado, sui bambini.

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