COME AIUTARE - ADOZIONE A DISTANZA
Adozione a distanza -
FAQ
LE ADOZIONI A DISTANZA
Meglio sarebbe parlare di "sostegni a distanza", in quanto il termine "adozione" presupporrebbe tutta una serie di impegni che, in effetti, non vengono presi nè richiesti a chi offre il proprio contributo sistematico per sostenere economicamente la possibilità di curare ed educare un bambino.
Anche nei riflessi del bambino stesso, non è da lui comprensibile il termine "genitore adottivo": per lui, i genitori sono i propri e gli è difficile configurare - se non come un "amico" - una persona che, da un'altra parte del mondo invia del denaro per aiutarlo ad andare a scuola.
In pratica, il sostegno a distanza si è rivelato il sistema più serio e funzionale, per permettere una corretta gestione di strutture ad uso sociale, nei Paesi del Terzo Mondo o nelle realtà povere come quella di Quillabamba.
Infatti, con il sostegno a distanza, l'associazione che gestisce le strutture, sa con certezza di poter disporre in quel determinato momento dell'anno, di quella determinata somma; in tal modo, non è costretta a vivere alla giornata, come avverrebbe se dovesse avere come supporto le sole erogazioni liberali (delle quali non si conosce l'entità e se e quando perverranno), ma può programmare sia la qualità della gestione e sia, soprattutto, il numero di bambini che si possono accogliere.
Per quest'ultimo aspetto, è evidente che non tutti i bambini inseriti nelle nostre strutture sono oggetto di "sostegno a distanza" (sarebbe troppo bello se così fosse!), ma è altrettanto evidente che non possiamo accogliere tutti quelli che si presentano (dovremmo averne cento di scuole e di ospedali): occorre calibrare le cose, sperando sempre nell'aiuto della Provvidenza.
Diventa quindi chiara l'importanza che, chi si offre per sostenere a distanza un bambino, invii il proprio contributo regolarmente e puntualmente: il mancato arrivo anche solo di parte dei fondi programmati, mette in seria difficoltà tutta la struttura.
In tema di sostegni a distanza, si ritiene necessaria la puntualizzazione di alcuni aspetti.
- L'Associazione di Volontariato Divina Provvidenza, dopo aver partecipato al Forum Nazionale del Sostegno a Distanza, svoltosi a Torino ai primi di febbraio 2007, ha sottoscritto la "Carta dei Principi per il Sostegno a Distanza" curata dal Settore Cooperazione Internazionale della Città di Torino. Con tale atto, l'Associazione entra a far parte di un ristretto gruppo di organizzazioni che praticano tale sistema di aiuto al prossimo, ufficialmente riconosciute ed approvate, nelle modalità delle loro gestioni e nella serietà dei loro intenti.
Estratto dalla Carta dei Principi per il Sostegno a Distanza
"Il sostegno a distanza è un atto di solidarietà che consiste nell'impegno morale ad inviare, tramite referenti responsabili, un contributo economico stabile e continuativo, del cui uso il donatore riceve riscontro. Le organizzazioni che sottoscrivono la Carta dei Diritti, si impegnano a:
- promuovere il sostegno a distanza, quale gesto di libertà e solidale condivisione con chi è nel bisogno;
- sviluppare l'informazione e la formazione multiculturale;
- rendere consapevole il sostenitore dell'importanza del suo aiuto economico costante nel tempo;
- mettere a disposizione il rendiconto annuale e renderlo pubblico;
- comunicare al sostenitore l'effettiva somma destinata al beneficiario e quella trattenuta dall'organizzazione per le spese di gestione (nota: la nostra Associazione non trattiene niente);
- agire in modo che il sostegno a distanza sia strumento di autosviluppo del beneficiario e della propria comunità.
- Può accadere che il bambino beneficiario del sostegno a distanza, si allontani in via transitoria o permanente dalla nostra struttura. Non di rado, i gruppi famigliari che vivono di solo bracciantato agricolo, partono improvvisamente per recarsi in località anche distanti, per un certo periodo di tempo, in coincidenza con particolari momenti del ciclo culturale (raccolta, semine, ecc...) e qualche volta non fanno più ritorno a Quillabamba.
Passa quello che viene chiamato "il camion", che seduta stante carica chi vuole andare a lavorare; famiglie - o, spesso, anche donne sole - prendono le loro quattro cose ed i figli e se ne vanno. Se tornano, i bambini riprendono la loro attività scolastica come prima; se non tornano più, l'Associazione comunica la cosa al sostenitore, che può recedere dalla propria offerta di sostegno, oppure la può continuare con un altro bambino.
- La quota standard di sostegno è di 250 euro all'anno. E' l'equivalente stimato di quanto mediamente occorre per curare, educare, vestire e mantenere a scuola fino al termine delle primarie un bambino; si tratta di una media, poichè ci sono bambini che rientrano a casa alla sera ed altri che si fermano in Convitto; ci sono bambini "difficili" che arrivano da noi dopo esperienze di vita inenarrabili, che devono essere particolarmente seguiti; ci sono bambini con patologie (anche gravi) ed altri che sono portatori di handicap. Per tutti, si fa il possibile, indipendentemente dal fatto che il bambino sia oggetto o meno di sostegno a distanza, oppure se il sostegno sia o non sia bastante a coprire tutte le spese.
Sono ancora in essere quote annue di sostegno pari a 186 euro; erano state così individuate da Marisa quando funzionava solo l'asilo: le spese per il personale erano minori e la permanenza di bambini giorno e notte presso di noi era assai limitata.
Oggi, ormai, tutti i bambini fanno parte della scuola: chi già nelle classi prima o seconda e la maggior parte di quelli provenienti dall'asilo nella classe "prescolare".
Parecchi sono, infine, i bambini ed i ragazzi che, pur non frequentando giornalmente le nostre strutture, sono in effetti "assistiti" da Marisa, presso le proprie abitazioni (con aiuti di ogni genere) e pagando loro l'accesso e la frequenza alla scuola pubblica. A favori di questi, esistono non poche quote di supporto, di varia entità economica, che sono state offerte ad hoc da alcuni sostenitori.
DETRAIBILITA' FISCALE
Qualsiasi importo versato alla nostra Associazione, essendo questa stata riconosciuta ONLUS dall'Agenzia delle Entrate, può essere detratto dal reddito netto nella presentazione annuale della denuncia dei redditi.
Ciò significa che ne consegue un beneficio fiscale in percentuale pari all'aliquota marginale di cui il reddito di ognuno è gravato.
Ad esempio, se il reddito netto annuo risulta di 30.000 euro, l'aliquota marginale (cioè la più alta) che viene applicata per calcolare l'imposta è del 35%. Ciò significa che, se è stata fatta una elargizione di 250 euro, si può portare in detrazione dal reddito il 35% di 250, cioè 87,5 euro (somma che viene così totalmente ricuperata).
A termini di legge, la documentazione che è necessario mantenere è costituita unicamente dalla matrice del c/c postale oppure dalla copia del bonifico bancario.
Comunque, in seguito di ogni versamento, l'Associazione provvede sempre ad inviare una lettera, per il dovuto ringraziamento: lettera che ha anche valore di ricevuta.
La detrazione fiscale in questione si applica alle somme versate per qualsiasi motivo all'associazione, sia per sostegni a distanza, sia per erogazioni liberali e sia, infine, per quote di associazione.